CASA VIVAIO

 

Casa Vivaio si colloca nella prima periferia della città di Formigine (MO). L’edificio nasce come laboratorio artigianale del fabbro Mauro Solmi, che lo costruì negli anni 70 di fianco alla sua abitazione. A seguito del mutamento della città, dovuto alla crescente domanda abitativa della seconda metà del secolo scorso, la zona in cui si trova l’edificio è diventata progressivamente a maggior vocazione residenziale.
Il progetto ha preso forma dalla necessità di trasformare il capannone del fabbro in residenza, convertendo gli spazi alla nuova funzione. 

Tipologia
Recupero di fabbricato ad uso artigianale
Luogo
Formigine, Modena, Emilia Romagna, Italia
Categoria
Residenziale
Prestazione
Progettazione architettonica e D.L.
Tipologia Costruttiva
Muratura esistente con interventi in cemento armato e acciaio
Dati Dimensionali
260 mq
Data Progetto
2019
Data Realizzazione
2024
Fotografie
Fabio Bascetta
Video
Architettura Urbana
Premi e Riconoscimenti
Architects Meet in Lecce 2024 // Hyperregionalism Selected Project
City’Scape 2025 // Paesaggio I-Tech Mention
Pubblicazioni
Architettura Urbana // Video Intervista 2025
iSplora // Costruire Materia Viva video Intervista con Hydroplants 2025
IoArch 122 – Selected Project 2026
Prodotti
Lamiera aggraffata PREFA
Infissi METRA
Isolamenti interni KNAUF
Isolamenti esterni ROCKWOOL
Partners
Verde HYDROPLANTS
Infissi e porte MADRIGALI BECCARI
Rivestimento in lamiera GAL
Tipologia
Recupero di fabbricato ad uso artigianale
Luogo
Formigine, Modena, Emilia Romagna, Italia
Categoria
Residenziale
Prestazione
Progettazione architettonica e D.L.
Tipologia Costruttiva
Muratura esistente con interventi in cemento armato e acciaio
Dati Dimensionali
260 mq
Data Progetto
2019
Data Realizzazione
2024
Fotografie
Fabio Bascetta
Video
Architettura Urbana
Premi e Riconoscimenti
Architects Meet in Lecce 2024 // Hyperregionalism Selected Project
City’Scape 2025 // Paesaggio I-Tech Mention
Pubblicazioni
Architettura Urbana // Video Intervista 2025
iSplora // Costruire Materia Viva video Intervista con Hydroplants 2025
Prodotti
Lamiera aggraffata PREFA
Infissi METRA
Isolamenti interni KNAUF
Isolamenti esterni ROCKWOOL
Partners
Verde HYDROPLANTS
Infissi e porte MADRIGALI BECCARI
Rivestimento in lamiera GAL

L’intento progettuale è quello di non alterare la natura artigianale dell’edificio, ma adeguarla alle nuove esigenze abitative. La funzione abitativa si mescola con la vecchia funzione artigianale e viceversa, proiettando l’edificio in un nuovo modo di abitare, dove gli spazi sono interconnessi e meno rigidi.

Lavorare su edifici esistenti significa porre una grande attenzione al rapporto nuovo-esistente, distinguendo tra ciò che ha un valore manifesto e ciò che ha un valore inespresso.
Per casa Vivaio è stato fondamentale comprendere l’edificio esistente e le logiche che hanno portato alla sua costruzione, così da comprendere il valore inespresso del fabbricato, e farlo diventare la chiave di volta del progetto. L’anima artigianale dell’edificio è stata mantenuta prediligendo una distribuzione in pianta che evitasse ostacoli visivi netti e lasciando così libere diverse viste.

Il lotto è occupato quasi interamente dall’edificio, per questo motivo il verde viene collocato all’interno dell’architettura, svuotando l’edificio nella sua parte centrale e creando un grande patio. Il patio diventa un punto di pausa tra zona giorno e zona notte ma, allo stesso tempo, è il luogo che tiene uniti i due ambienti e che consente l’apertura di questi spazi della casa verso un punto centrale.

La riservatezza degli spazi tuttavia è garantita dal verde che funge da filtro. La scelta di mantenere i travetti di copertura nel patio permette di leggere la struttura originaria del laboratorio dall’interno e anche dall’esterno.

Alle spalle del muro, tre volumi residenziali si articolano ricalcando l’impianto dell’edificio preesistente. Sul piano espressivo, la matericità dei mattoni si confronta con l’essenzialità dei volumi abitativi, mentre le strutture metalliche verniciate in rosso richiamano esplicitamente il linguaggio tipico delle architetture agricole rurali della zona.

L’abitazione viene trattata come una scatola, tutto accade al suo interno e in essa il verde assume un carattere architettonico e diventa il cuore dell’abitazione, con una valenza specifica rispetto al progetto in cui è inserito.

Attraverso questo progetto, in cui la percezione del costruito è totalitaria, si è voluto sfruttare al meglio lo spazio a disposizione per proiettare il verde anche all’interno, creando un rapporto in and out tra casa e giardino, senza distinguere in modo netto i due ambienti, ma portare la natura all’interno.

Accanto al fabbricato principale sono stati realizzati dei piccoli innesti in cemento, che ricalcano vecchie superfetazioni precedenti. I volumi esterni sono stati ricostruiti in cemento a vista e hanno una doppia funzione, esternamente sono dei vasi/giardini pensili e al loro interno ospitano la cucina, i bagni e altre funzioni a servizio dell’abitazione.

La volontà di rispettare la natura dell’edificio ha guidato anche la scelta dei materiali. Per l’interno vengono usati cemento, mattone e ferro a vista, che vanno a creare con le ampie vetrate un’equilibrata sinergia. All’esterno i materiali prevalenti sono il mattone a faccia vista di colore scuro, la lamiera in copertura e il cemento a vista, a questi si intervalla il verde, che come un vero e proprio materiale del progetto è posizionato in maniera strategica, creando un continuum tra esterno ed interno.

I materiali utilizzati, sono quelli della tradizione, ma grazie a nuovi accostamenti generano un progetto contemporaneo.
Le scelte progettuali hanno riguardato anche un attento studio delle stratigrafie delle pareti e dei solai al fine di migliorare le prestazioni energetiche del fabbricato esistente.
Si è scelto di isolare l’edificio tramite un cappotto esterno rivestito di mattoni, in modo da garantire l’isolamento termico senza rinunciare alla matericità del mattone.